Con il patrocinato di:

Comune di Gallipoli, Assessorato alla Cultura

Pro Loco Gallipoli

Provincia di Lecce

 

SETTEARTE MEDITERRANEA
Centro di promozione culturale

PRESENTA

I PERCORSI DELLA MENTE

Dal 27 luglio al 25 Agosto 2003

Gallipoli - Liceo Ginnasio "Q. Ennio"

Donato Minonni espone le sue opere assieme ad altri sei artisti salentini:

Giuseppe de Florio
Carmen Manco
Luigi Quida
Vito Russo
Orlando Sparaventi
Franco Ventura

Anche quest'anno si rinnova l'appuntamento con SETTEARTE MEDITERRANEA, la manifestazione artistica incentrata sulle opere di insigni rappresentanti dell'Arte salentina

 

"I materiali non presentano ostacoli di sorta per Donato Minonni, entusiasta ricercatore che, mai pago dell'ormai consolidato successo, continua a piegare marmo, bronzo, legno e quant'altro alla sua creatività. Parliamo, però del Minonni che adopera il pennello vuoi per i suoi oli su tela vuoi per i suoi acquerelli: opere che sono frutto di due tecniche così diverse tra loro, non foss'altro perché la seconda non concede nulla al ripensamento dell'artista, eppure riconoscibili senza indugi. Sarà perché è, la sua, una pittura dei sentimenti, innanzitutto per i contenuti, per un candore dell'anima messo a nudo proprio dai muliebri corpi nudi di cui il nostro accentua le connotazioni di donna-madre o di donna-vergine, aggettivo con cui si può contrapporre una sorta di magica purezza di ieri alla volgarità dell'oggi. Per i contenuti dicevo ma non solo, perché in questa delicata complessa simbolica azione che induce, e forse indulge, alla nostalgia, che lo qualifica e lo impone nelle espressioni di arte sacra, Minonni è infatti sostenuto dalla sua tecnica, che fa esplodere il nitore sia negli acquerelli dalle armoniose delicate cromie, sia nelle tele dove la luminescenza vince qualsivoglia resistenza di un fondale nato fosco per essere sconfitto dalla luce. Sconfitto, ad esempio, dalla luminosità del volto che, nell'opera Maternità, più e meglio di un saggio di bioetica, inneggia alla vita come solo l'arte sa fare."

(Estratto da "Settearte Mediterranea, i percorsi della Mente", testo critico di Giuseppe Albahari sul catalogo della esposizione)

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